Eccezionali avversità atmosferiche di aprile 2009: il presidente Errani chiede al Governo lo stato d'emergenza
Per eventi meteorologici eccezionali che hanno colpito nel periodo 21-27 dicembre 2009 le Province di Modena, Parma, Reggio Emilia, Piacenza, Bologna, Ferrara e il Comune di Dovadola.
Eventi meteorologici eccezionali nel periodo 21-27 dicembre 209 hanno provocato scenari di danno gravi e diffusi su gran parte del territorio regionale. In particolare il nodo idraulico di Modena, costituito dalla complessa interconnessione dei corsi d’acqua Secchia, Panaro, Naviglio, Tiepido e dalla rete della bonifica, ha manifestato forti criticità ed incombente rischio di esondazioni. Sui diversi ambiti provinciali interessati si sono verificate interruzioni parziali o totali di viabilità, interruzioni di linee ferroviarie, tracimazioni localizzate ed erosioni spondali, dissesti diffusi, anche con interessamento di strutture private, evacuazione di persone residenti in aree a rischio, chiusura di ponti, alcuni crolli e cedimenti.
Il Direttore dell’Agenzia regionale di Protezione Civile, in stretto raccordo con i Presidenti delle Province, i Sindaci, i Prefetti, il Direttore regionale dei Vigili del Fuoco ed i responsabili delle Strutture Operative interessate, ha coordinato le operazioni di allertamento e di attivazione delle azioni per la salvaguardia della popolazione.
Le amministrazioni provinciali, i Sindaci e le strutture operative preposte al servizio di piena hanno attivato numerosi interventi di somma urgenza per il ripristino dei servizi essenziali e per la salvaguardia della popolazione.
A seguito degli eventi descritti, sono stati attivati il Centro Operativo Regionale dell’Agenzia di Protezione Civile, ARPA-Centro Funzionale, i Centri Unificati Provinciali e i Centri Operativi Comunali dei territori interessati, anche con funzionalità h24.
Le strutture operative preposte al servizio di piena (Servizi Tecnici di Bacino, AIPO, Consorzi di Bonifica) hanno operato, in raccordo con i centri di coordinamento sopra indicati e con le autorità di Protezione Civile.
Tutto il sistema del Volontariato di Protezione Civile della Regione è stato interessato dall’emergenza. Complessivamente hanno operato 500 volontari in supporto alle amministrazioni provinciali, ai Sindaci e alle strutture operative preposte al servizio di piena, svolgendo attività di intervento specialistico, monitoraggio, presidio e assistenza alla popolazione.
I fenomeni sono stati seguiti da intensa attività di monitoraggio e di valutazione degli scenari in atto da parte del Centro Operativo dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile della Regione Emilia-Romagna e del Centro Funzionale, congiuntamente ad AIPO e ai Servizi Tecnici di Bacino interessati e alle Province.
Gli eventi verificatisi hanno prodotto ingenti danni alle infrastrutture pubbliche, ai soggetti privati e alle attività produttive.
Si evidenzia la necessità di attivare interventi di somma urgenza e di messa in sicurezza del territorio per il ripristino delle opere idrauliche danneggiate, della viabilità interrotta da movimenti franosi o da erosioni spondali dei corsi d’acqua, delle condizioni di sicurezza in corrispondenza delle frane e dei dissesti idrogeologici verificatisi, nonché per il potenziamento urgente del monitoraggio per la gestione delle situazioni di emergenza e per gli allertamenti a tutela della pubblica incolumità.
La complessità e l’entità degli interventi necessari hanno comportato la richiesta al Presidente del Consiglio dei Ministri da parte del Presidente della Giunta Regionale Vasco Errani, d’intesa con i Presidenti della Province e sentiti i Prefetti territorialmente competenti, di dichiarazione dello stato di emergenza ai sensi dell’art. 5 della Legge 225/92 e l’assegnazione di adeguati mezzi e poteri straordinari per effettuare con urgenza i necessari interventi e per ripristinare le normali condizioni di vita nei territori colpiti.
